REGOLAMENTO

per l’applicazione della

IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI

 

 

(approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 30 del 28.12.1998)

 

INDICE

 

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

 

Art.    1 – Ambito di applicazione e scopo del Regolamento

Art.    2 – Area di pertinenza del fabbricato

Art.    3 – Area fabbricabile

Art.    4 – Determinazione del valore delle aree fabbricabili

Art.    5 – Qualifica di coltivatore diretto

Art.    6 – Fabbricati di interesse storico e artistico

Art.    7 – Fabbricato parzialmente costruito

 

Titolo II – Dichiarazione/denuncia, accertamento e controlli

 

Art.    8 – Dichiarazione di denuncia

Art.    9 – Attività di controllo

Art.    10 – Accertamento

 

Titolo III – Versamenti e rimborsi

 

Art. 11 – Versamenti e riscossione

 

Titolo IV – Agevolazioni ed esenzioni

 

Art. 12 – Detrazioni e riduzioni

Art. 13 – Abitazione principale

Art. 14 – Immobili posseduti dallo Stato e da Enti territoriali

Art. 15 – Immobili posseduti da enti non commerciali

Art. 16 – Pertinenze dell’abitazione

Art. 17 – Fabbricati inagibili o inabitabili

 

Titolo V – Disposizioni finali e transitorie

 

Art. 18 – Entrata in vigore


 

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

 

Articolo 1 – Ambito di applicazione e scopo del Regolamento

 

1.     Il presente regolamento, adottato nell’ambito della potestà prevista dalla legge disciplina l’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili – I.C.I.;

2.     Per quanto non previsto dal presente regolamento, si applicano le disposizioni di legge vigenti e, in quanto compatibili, le norme del Regolamento generale delle entrate tributarie comunali, approvato con deliberazione consiliare.

 

Articolo 2 – Area di pertinenza del fabbricato

 

1.     Per area costituente pertinenza di fabbricato, s’intende l’area che nel catasto dei fabbricati risulta asservita al predetto fabbricato.

2.     L’area di cui al comma 1, se considerata edificabile dai vigenti strumenti urbanistici generali o attuativi, costituisce oggetto di autonoma imposizione per la parte eccedente la superficie necessaria alla costruzione del fabbricato in base agli indici vigenti.

 

Articolo 3 – Area fabbricabile

 

Per la sussistenza della edificabilità dell’area, è sufficiente la sola previsione di tale caratteristica nel piano urbanistico, definitivamente approvato ed esecutivo a tutti gli effetti.

 

Articolo 4 – Determinazione del valore delle aree fabbricabili

 

1.     Allo scopo di ridurre al massimo l’insorgenza del contenzioso, la Giunta comunale determina, periodicamente e per zone omogenee, i valori medi venali in comune commercio delle aree fabbricabili site nel territorio del Comune. Allo scopo, può costituire una conferenza di servizio, chiamando a parteciparvi i responsabili degli uffici comunali tributario e urbanistico o tecnico ed eventuali competenti esterni anche di uffici statali. Se costituita, la Giunta ne deve sentire il parere prima di determinare i valori suddetti.

2.     Fermo restando che il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio, non si fa luogo ad accertamento del loro maggiore valore , nel caso in cui l’imposta dovuta per le predette aree risulti tempestivamente versata sulla base di valori non inferiori a quelli stabiliti nella tabella che sarà approvata con atto separato della Giunta Comunale

3.     Qualora il contribuente abbia dichiarato il valore delle aree fabbricabili in misura superiore a quella che risulterebbe dall’applicazione dei valori predeterminati ai sensi del comma 1, al contribuente non compete alcun rimborso relativamente alla eccedenza d’imposta versata a tale titolo.

4.     In deroga a quanto disposto nel precedente comma 2, qualora il soggetto passivo abbia dichiarato o sia stato definito a fini comunque fiscali per lo stesso anno d’imposta il valore dell’area in misura superiore del 30% rispetto a quello dichiarato ai fini dell’imposta comunale, tale valore costituirà base imponibile a decorrere dal primo Gennaio dell’anno d’imposta successivo, semprechè le caratteristiche dell’area, nel frattempo, non abbiano subito modificazioni rilevanti ai fini del valore commerciale.

 

Articolo 5 – Qualifica di coltivatore diretto

 

1.     Ai fini di quanto disposto dalla normativa in materia la qualifica di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo a titolo principale deve essere confermata dalla iscrizione negli appositi elenchi con assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia.

2.     Il pensionato, già iscritto negli elenchi suddetti come coltivatore diretto, il quale continua a coltivare il fondo con il lavoro proprio o di persone della sua famiglia, con lui conviventi e dedite in modo prevalente alla stessa attività agricola, conserva la qualifica di coltivatore diretto ai fini richiamati nel comma 1.

3.     In ogni caso il volume di affari derivante da attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore alla metà del suo reddito complessivo, determinato senza far confluire in esso i trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura. Il volume d’affari dei soggetti che non presentano la dichiarazione ai fini dell’IVA si presume pari al limite massimo previsto per l’esonero dall’articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n° 633.

 

Articolo 6 – Fabbricati di interesse storico e artistico

 

Per la determinazione della base imponibile degli immobili di interesse storico o artistico qualora l’immobile sia di categoria catastale diversa dalla A, la consistenza in vani di tale immobile è determinata dal rapporto tra la sua superficie complessiva e la misura  convenzionale di un vano medio abitativo, che si assume pari a mq. 14, e, per la quantificazione del relativo valore la rendita, così risultante, va moltiplicata per il coefficiente di legge stabilito per le abitazioni, qualunque sia il gruppo o la categoria catastale d’appartenenza.

 

Articolo 7 – Fabbricato parzialmente costruito

 

In caso di fabbricato in corso di costruzione, l’imposta è applicata sul valore (determinato con i criteri indicati all’art. 4) dell’area su cui insiste il fabbricato stesso. Nel momento in cui viene comunicata la fine lavori ovvero sia di fatto utilizzato, e’ assoggettato all’imposta come fabbricato.

In caso di fabbricato in corso di costruzione, del quale per una parte sia stata comunicata la fine lavori ovvero sia di fatto utilizzato, le unità immobiliari appartenenti a tale parte sono assoggettate all’imposta quali fabbricati a decorrere dal momento di cui sopra.

Conseguentemente, la superficie dell’area sulla quale è in corso la restante costruzione ai fini impositivi è ridotta in base allo stesso rapporto esistente tra la superficie utile complessiva del fabbricato risultante dal progetto approvato e la superficie utile della parte già autonomamente assoggettata ad imposizione come fabbricato.

 

TITOLO II – DICHIARAZIONE/DENUNCIA, ACCERTAMENTO E CONTROLLI

 

Articolo 8 – Dichiarazione e denuncia

 

I soggetti passivi devono dichiarare gli immobili posseduti e denunciare le modificazioni successivamente intervenute.

 

Articolo 9 – Attività di controllo

 

1.     Per l’attività di controllo di cui all’articolo 9 del regolamento generale delle entrate tributarie, la Giunta Comunale, con l’ausilio del funzionario responsabile del tributo, cura il potenziamento dell’attività medesima, anche mediante collegamenti con sistemi informativi del Ministero delle Finanze e con altre banche dati rilevanti per la lotta all’evasione.

 

2.     Nel determinare il programma selettivo dell’attività di controllo di cui ai commi 2 e 3 del precitato articolo 9 del regolamento generale, la Giunta comunale tiene conto anche degli indicatori di evasione o elusione per le diverse tipologie di immobili.

 

Articolo 10 – Accertamento

 

1.     Per l’accertamento della imposta si applicano le norme stabilite dall’articolo 13 del Regolamento generale delle entrate tributarie comunali. Pertanto, anche alla correzione degli errori materiali e di calcolo incidenti sulla determinazione del tributo, commessi dal contribuente in sede di dichiarazione o di versamento, si provvede mediante motivato avviso di accertamento.

2.     Quanto disposto dal precedente comma 1 si applica anche con riferimento all’attività di controllo relativa ai periodi d’imposta pregressi.

 

TITOLO III – VERSAMENTI E RIMBORSI

 

Articolo 11 – Aliquote e Riscossione

 

1.     Il Consiglio Comunale approva le aliquote ai fini dell’approvazione del Bilancio.

2.     Il versamento, in autotassazione o a seguito di accertamento d’ufficio (dichiarazione infedele, omessa, presentata in ritardo, omesso pagamento) sarà effettuato tramite apposito conto corrente postale intestato alla Tesoreria del Comune, servizio ICI.

3.     L’imposta è versata autonomamente da ciascun soggetto passivo del tributo, proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso. Non saranno sanzionati tuttavia, i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto dell’altro (anche qualora la dichiarazione presentata non sia congiunta), purchè la somma versata rispecchi la totalità dell’imposta relativa all’immobile condiviso, semprechè ne dia comunicazione scritta al Comune entro l’anno in cui viene effettuato il versamento o entro un anno dall’entrata in vigore del presente regolamento.

4.     La norma del comma 2 precedente, si applica anche per versamenti effettuati con riferimento a periodi di imposta pregressi.

5.     Si considerano validi e, pertanto, non sono sanzionabili: a) i versamenti tempestivamente eseguiti a Concessionario non competente, purchè accreditati al Comune prima che la violazione sia contestata, b) i versamenti effettuati a Concessionario competente e da questo accreditati ad altro Comune.

6.     Per la determinazione dei mesi di possesso si computa per intero il mese quando il possesso si è protratto per almeno 15 giorni, o comunque per la maggior parte del mese. Nel caso il periodo di possesso si equivalga, l’imposta dovrà comunque essere pagata da una delle parti.

 

TITOLO IV – AGEVOLAZIONI ED ESENZIONI

 

Articolo 12 – Detrazioni e riduzioni

 

1.     Spetta al Consiglio Comunale deliberare, con atto di determinazione dell’aliquota, le detrazioni in aumento rispetto alle previsioni di legge (e le eventuali maggiori riduzioni d’imposta) relative all’abitazione principale.

2.     Per effetto della unicità dell’atto di cui al comma 1, se la legge concede per un determinato anno un generico differimento del termine per deliberare l’aliquota d’imposta, tale differimento opera, per quel medesimo anno, anche ai fini della determinazione relativa alla detrazione per abitazione principale.

 

Articolo 13 – Abitazione principale

 

1.     In aggiunta alle fattispecie di abitazione principale, considerate tali per espressa previsione legislativa (abitazione nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale di godimento o in qualità di locatario finanziario, e i suoi familiari dimorano abitualmente; unità immobiliare, appartenente a cooperativa edilizia a proprietà indivisa, adibita a dimora abituale del socio assegnatario; alloggio regolarmente assegnato dall’Istituto Autonomo Case Popolari; unità immobiliare posseduta nel territorio del Comune a titolo di proprietà o di usuffrutto da cittadino italiano residente all’estero per ragioni di lavoro, a condizione che non risulti locale), ai fini dell’aliquota ridotta e/o della detrazione d’imposta, sono equiparate all’abitazione principale se non diversamente disposto con deliberazione del Consiglio Comunale:

a)     l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziano o disabile che acquisisce la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;

b)    due o più unità immobiliari contigue, occupate ad uso abitazione dal contribuente e dai suoi familiari, a condizione che a richiesta del Comune venga comprovato che è stata presentata all’UTE regolare richiesta di variazione ai fini della unificazione catastale delle unità medesime. In tale caso, l’equiparazione all’abitazione principale decorre dalla stessa data in cui risulta essere stata presentata la richiesta di variazione;

 

2. Il soggetto interessato dovrà attestare la sussistenza delle condizioni di diritto e di fatto, richieste per la fruizione della detrazione per abitazione principale, mediante denuncia ICI con indicazione delle relative motivazioni.

 

Articolo 14 – Immobili posseduti dallo Stato e da Enti territoriali

 

Gli immobili posseduti, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento o in qualità di locatario finanziario, dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dagli altri Comuni, dalle Comunità Montane, dai Consorzi fra detti enti territoriali e dalle Aziende unità sanitarie locali, sono esenti anche se non destinati a compiti istituzionali. Con riguardo agli immobili posseduti nel territorio comunale da altro Comune, l’esenzione di cui al comma 1 è concessa a condizione di reciprocità.

 

Articolo 15 – Immobili posseduti da enti non commerciali

 

Si applica l’esenzione agli immobili utilizzati da Enti non commerciali, a condizione che gli stessi, oltre che utilizzati, siano anche posseduti dall’Ente stesso, a titolo di proprietà o di diritto reale di godimento o in qualità di locatorio finanziario.

 

Articolo 16 – Pertinenze dell’abitazione

 

1.     Agli effetti dell’applicazione delle agevolazioni in materia di imposta comunale sugli immobili, si considerano parti integranti dell’abitazione principale le pertinenze elencate al comma 2, anche se distintamente iscritte in catasto. L’assimilazione opera a condizione che il proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, o il locatario finanziario della abitazione nella quale abitualmente dimora sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, o locatario finanziario della pertinenza e che questa sia durevolmente ed esclusivamente asservita alla predetta abitazione.

2.     Ai fini di cui al comma 1 sono considerate pertinenze le unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2 limitatamente ad una cantina e una soffitta, e un immobile di categoria C/6 o C/7 destinate ed effettivamente utilizzate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale (anche se non appartengono allo stesso fabbricato).

3.     Resta fermo che l’abitazione principale e le sue pertinenze continuano ad essere unità  immobiliari distinte e separate a ogni altro effetto stabilito nel decreto legislativo n° 504/1992, ivi compresa la determinazione, per ciascuna di esse, del proprio valore secondo i criteri previsti nello stesso decreto legislativo. Resta, altresì, fermo che la detrazione spetta soltanto per l’abitazione principale, traducendosi, per questo aspetto, l’agevolazione di cui al comma 1 nella possibilità di detrarre dall’imposta dovuta per le pertinenze la parte dell’importo della detrazione che non ha trovato capienza in sede di tassazione dell’abitazione principale.

4.     Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche alle unità immobiliari, appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari.

 

Articolo 17 – Fabbricati inagibili o inabitabili

 

1. L’imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.

2. L’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile), superabile non con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o di ristrutturazione edilizia, ed ai sensi del vigente regolamento edilizio comunale.

3. Si considerano tuttavia inagibili o inabitabili, semprechè non utilizzati, gli immobili sottoposti ad intervento di manutenzione straordinaria regolarmente autorizzato dagli uffici competenti del Comune per il periodo che va dalla data di inizio lavori alla data di ultimazione degli stessi ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato è comunque utilizzato. Nel caso dovrà essere presentata dichiarazione ICI relativa all’anno in cui si applica la riduzione.

4. Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome e anche con diversa destinazione, la riduzione è applicata alle sole unità dichiarate inagibili o inabitabili.

5. Lo stato di inabitabilità o di inagibilità pùo essere accertato:

a) mediante perizia tecnica da parte dell’ufficio tecnico comunale, con spese a carico del possessore interessato dell’immobile;

b) da parte del contribuente con dichiarazione sostitutiva. Il Comune si riserva di verificare la veridicità di tale dichiarazione, mediante perizia tecnica da parte del proprio ufficio tecnico o professionista esterno, sempre con spese a carico del possessore interessato dell’immobile;

6. In ogni caso, la riduzione prevista al comma 1 ha decorrenza dalla data in cui è accertato dall’ufficio tecnico comunale o da altra autorità o ufficio abilitato lo stato di inabitabilità o di inagibilità ovvero dalla data in cui la dichiarazione sostitutiva viene resa dal contribuente e presentata all’Ufficio Tributario.

 

TITOLO V – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

 

Articolo 18 – Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il primo Gennaio 1999.